Economia Circolare: come si riciclano i Raee

Economia Circolare: come si riciclano i Raee

Come si smaltisce correttamente e si ricicla il tuo vecchio smartphone?
Siamo entrati in un centro di raccolta e riciclaggio dei Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). Non tutto quello che sembra un rifiuto è in realtà un rifiuto…
Interviste a Massimo Comunello, Area Commerciale SEA Servizi Ecologici Ambientali, e Giuseppe Ziliani, Amministratore SEA Servizi Ecologici Ambientali.

 

Video di Martina De Polo e Francesco Saverio Valentino

Per approfondire leggi anche Rifiuti elettronici: cos’è il Decreto 1 contro 0
https://www.peopleforplanet.it/tag/raee/

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Ghiaccio da record (negativo)

Il 2018 è il secondo anno più caldo mai registrato anche in Artico

In un certo senso non è nemmeno più una notizia: anche questo 2018 che si sta per concludere ha battuto tutti i record di temperature elevate nella regione artica. Più caldo di quest’anno è stato solo il 2016 ed entrambi stanno in un quinquennio dove le temperature dell’aria hanno superato tutti i record precedenti dal 1900.
Lo dice – per l’ennesima volta – il report dell’ente americano per le ricerche sull’atmosfera e gli oceani (Noaa), che dal 2006 stila un rapporto annuale sulla situazione del riscaldamento dell’Artico.
La novità (anche se annunciata) è che al continuo aumento delle temperature si stanno associando fenomeni che per gli stessi scienziati definiscono imprevedibili.
I ricercatori hanno messo in evidenza alcuni punti fondamentali:

• Dal punto di vista della temperatura dell’aria superficiale si conferma il riscaldamento di quella nell’Artico al doppio della velocità rispetto al resto del globo.
• Nella parte terrestre, il riscaldamento atmosferico ha generato di riflesso la tendenza al declino del manto nevoso, lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia, l’aumento della portata estiva dei fiumi e l’espansione e l’inverdimento della vegetazione della tundra artica.
• Nonostante l’aumento della vegetazione disponibile per il pascolo, le popolazioni di caribù e renne selvatiche attraverso la tundra artica sono diminuite di quasi il 50% negli ultimi due decenni. Questo per una serie di interazioni complesse, che, semplificando, coinvolgono il tipo di vegetali di cui si cibano, i periodi di siccità e i periodi con condizioni climatiche avverse che non permettono la normale riproduzione.
• Nel 2018 il ghiaccio del mare artico è rimasto più “giovane”, più sottile e ha coperto meno aree rispetto al passato. Le 12 ampiezze minori rilevate nella registrazione satellitare si sono verificate negli ultimi 12 anni.
• Le osservazioni pan-artiche suggeriscono un declino a lungo termine dei ghiacci marini costieri terrestri da quando le misurazioni sono iniziate negli anni ’70, influenzando tutto ciò che è legato a questo ambiente, comprese le attività produttive e umane.
• Nella regione del Mare di Bering, i livelli di produzione di composti della Co2 nel 2018 erano a volte superiori del 500% rispetto ai livelli normali.
• Il riscaldamento dell‘Oceano Artico porta anche un’espansione delle proliferazioni delle alghe tossiche nocive che minacciano la catena alimentare.
• La contaminazione da microplastica è in aumento nell’Artico, rappresentando una minaccia per gli uccelli e la vita marina che può ingerire i detriti.

Per approfondire questo elenco il sito del Noaa è ricco di informazioni e grafiche. Purtroppo raccontano tutte la stessa notizia, che si ripete negli anni, e che noi umani non abbiamo evidentemente ancora preso sul serio.

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Ghiaccio da record (negativo)

Il 2018 è il secondo anno più caldo mai registrato anche in Artico

In un certo senso non è nemmeno più una notizia: anche questo 2018 che si sta per concludere ha battuto tutti i record di temperature elevate nella regione artica. Più caldo di quest’anno è stato solo il 2016 ed entrambi stanno in un quinquennio dove le temperature dell’aria hanno superato tutti i record precedenti dal 1900.
Lo dice – per l’ennesima volta – il report dell’ente americano per le ricerche sull’atmosfera e gli oceani (Noaa), che dal 2006 stila un rapporto annuale sulla situazione del riscaldamento dell’Artico.
La novità (anche se annunciata) è che al continuo aumento delle temperature si stanno associando fenomeni che per gli stessi scienziati definiscono imprevedibili.
I ricercatori hanno messo in evidenza alcuni punti fondamentali:

• Dal punto di vista della temperatura dell’aria superficiale si conferma il riscaldamento di quella nell’Artico al doppio della velocità rispetto al resto del globo.
• Nella parte terrestre, il riscaldamento atmosferico ha generato di riflesso la tendenza al declino del manto nevoso, lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia, l’aumento della portata estiva dei fiumi e l’espansione e l’inverdimento della vegetazione della tundra artica.
• Nonostante l’aumento della vegetazione disponibile per il pascolo, le popolazioni di caribù e renne selvatiche attraverso la tundra artica sono diminuite di quasi il 50% negli ultimi due decenni. Questo per una serie di interazioni complesse, che, semplificando, coinvolgono il tipo di vegetali di cui si cibano, i periodi di siccità e i periodi con condizioni climatiche avverse che non permettono la normale riproduzione.
• Nel 2018 il ghiaccio del mare artico è rimasto più “giovane”, più sottile e ha coperto meno aree rispetto al passato. Le 12 ampiezze minori rilevate nella registrazione satellitare si sono verificate negli ultimi 12 anni.
• Le osservazioni pan-artiche suggeriscono un declino a lungo termine dei ghiacci marini costieri terrestri da quando le misurazioni sono iniziate negli anni ’70, influenzando tutto ciò che è legato a questo ambiente, comprese le attività produttive e umane.
• Nella regione del Mare di Bering, i livelli di produzione di composti della Co2 nel 2018 erano a volte superiori del 500% rispetto ai livelli normali.
• Il riscaldamento dell‘Oceano Artico porta anche un’espansione delle proliferazioni delle alghe tossiche nocive che minacciano la catena alimentare.
• La contaminazione da microplastica è in aumento nell’Artico, rappresentando una minaccia per gli uccelli e la vita marina che può ingerire i detriti.

Per approfondire questo elenco il sito del Noaa è ricco di informazioni e grafiche. Purtroppo raccontano tutte la stessa notizia, che si ripete negli anni, e che noi umani non abbiamo evidentemente ancora preso sul serio.

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NATALE E CAPODANNO A VILLA VRINDAVANA

25 Dicembre
13:00 Centro Vegetariano Govinda
31 Dicembre
21:00 Centro Vegetariano Govinda
A Villa Vrindavana troverai l’atmosfera calda e familiare per passare in serenità le festività di Natale e Capodanno.
Il centro vegetariano Govinda dalle 13:00 del 25 dicembre, e dalle 21:00 del 31 dicembre propone tanti piatti deliziosi che potrai gustare in compagnia delle persone che ti sono più care. Prenotazione obbligatoria (entro il 23 dicembre).

+39 392 532 9188
govinda@villavrindavana.org

Villa Vrindavana https://ift.tt/2SNBdis

Una Terra dannatamente piatta

Altrogiornale.org
Una Terra dannatamente piatta.

Il titolo riprende l’esclamazione che ha chiuso l’indagine dei geografi dell’Università del Kansas, pubblicata sul Geographical Review (Rivista dell’American Geographical Society, Vol. 104 – 01/01/2004) racchiusa in un articolo, intitolato: “The Flatness of U.S. States“. Alla quale aggiungo: “e dannatamente immobile“, per le centinaia di rapporti scientifici, riportati alla fine, su documenti governativi e, altri,

Una Terra dannatamente piatta
Pasquale Galasso.

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